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AURAVISOR: apriamo il sipario alle altre Realtà Alternative

AuraVisor

Auravisor.

Il mercato sta rispondendo in maniera attiva alle sollecitazioni che la Realtà Virtuale sta facendo.

Non solo i colossi si stanno muovendo ma anche altre società stanno, un passo alla volta, portando alla luce le loro proposte per gli Headset, o visori se lo vogliamo dire con la lingua di casa nostra, per la Realtà Virtuale.

Una società britannica sta portando avanti un progetto, per ora in fase assolutamente embrionale, per lo sviluppo di un Headset totalmente “untethered”, ovvero senza necessità di alcun cavo per la gestione, chiamato AuraVisor: un dispositivo che racchiude la potenza di elaborazione e di visualizzazione in un unico strumento.

L’Headset è sbarcato su Kickstarter ed in breve tempo ha superato il 50% del suo iniziale finanziamento.

Il concetto su cui ruota AuraVisor è la totale libertà dai cavi, di qualsiasi genere siano. Le prime generazioni di Headset VR, osservate dal punto di vista di questo nuovo concorrente, devono sopperire ad alte latenze e a buoni risposte di input solo grazie ad una tipologia di connessione “tethered”, con i fili appunto.

Sta provando ad esulare da questo tipo di “limite” il Samsung Gear VR che “vive” grazie allo smartphone a cui è collegato. Ma la fonte della sua alimentazione è anche il suo limite: per quanto potente un cellulare non può essere la risposta alla necessità di abbandonare i cavi.

La strada da seguire è perciò una: sviluppare un Headset totalmente basato sulla portabilità senza che sia però dipendente da un cellulare. AuraVisor è perciò la risposta a questa idea.

Motore di rendering, sensori, gestione delle risorse e driver di utilizzo tutto “premontanto” nel dispositivo che non ha così necessità di essere connesso ad un Pc od altro per ricevere i suoi input, software di aggiornamento, pacchetti dati.

Auravisor2

Il progetto è guidato da James Talbot, Amministratore Delegato di Damson Audio, una società specializzata in hardware audio unici per i ciclisti.

Parlando di dati tecnici, AuraVisor racchiude un quad-core Rockchip RK3288 con GPU Mali, comune per dispositivi mobili come i tablet. L’Headset dovrebbe vantare un campo visivo diagonale di 100 gradi, la durata della batteria di 5 ore ed un display a 1080p con velocità di refresh a 60Hz.

A differenza di tutti gli altri concorrenti, il dispositivo utilizza attualmente un display LCD che potrebbe spaventare per la bassa latenza di esposizione di questo sistema di visore ma le cose potrebbero del tutto cambiare.

Tutto è orchestrato da un sistema operativo Android, l’accesso avviene tramite un ‘semplice scorrimento intelligente’ sviluppato in Open Source (GUI). Regolazione IPD e controllo focale sono presenti sul dispositivo.

Dal punto di vista di strumenti di input AuraVisor non prevederà nessun guanto e altro ma una semplice connessione Blutooth con un pad wireless simile a quello di Xbox One.

AuraVisor3

Auravisor non è il primo progetto che sta muovendo in questa direzione del “totalmente wireless” ma a differenza dei suoi diretti concorrenti, e non parliamo di Oculus o Ps-Vr, che al momento non hanno una data di uscita od un prezzo indicato, questo Headset dovrebbe vedere la luce nel 2016 ed avere un prezzo attorno ai 200 euro ma anche questo dato è momentaneo e soggetto ad ogni tipo di cambiamento,

AuraVisor potrebbe essere una interessante realtà “alternativa” ad altri visori più quotati e ritagliarsi une fetta di mercato, fatta di appassionati e pionieri, di buone dimensioni.

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