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Ci possiamo aspettare grandi cose dalla realtà virtuale di Qualcomm?

In un mondo – quello della realtà virtuale – sempre più dinamico e preda di attenzioni, Qualcomm ha deciso di rompere ogni indugio annunciando un prodotto che dovrebbe aiuterà a rendere questa tecnologia mainstream. Una nuova piattaforma (XR1) che dovrebbe pertanto espandere la disponibilità dei servizi di realtà virtuale “portatile” a chiunque, e che è progettata per visori stand-alone che non necessitano di computer costosi per funzionare (come Oculus Go). Ma possiamo realmente attenderci grandi cose?

L’annuncio di Qualcomm

Qualcomm ha recentemente annunciato la sua piattaforma XR1extended reality” che consentirà alle aziende come Facebook di realizzare visori portatili virtuali avanzati, da portare ovunque con se o da utilizzare a casa propria senza la scomodità dei cavi e degli altri accessori hardware, spesso onerosi.

L’attacco alla concorrenza è abbastanza chiaro. Il nuovo visore portatile Oculus Go di Facebook, ad esempio, è probabilmente la migliore soluzione di realtà virtuale portatile attualmente sul mercato. Ma utilizza un vecchio processore Qualcomm Snapdragon 821 che è stato costruito tecnicamente per gli smartphone. Soluzioni più potenti, come Oculus Rift e HTC Vive, richiedono invece computer dotati di potenti processori per funzionare a dovere.

Di qui, l’esistenza di una “breccia” nel mercato, che Qualcomm vuole evidentemente aggredire: XR1 dovrebbe infatti poter cambiare questo assetto (o, almeno, così è nelle sue intenzioni) e dunque generare un cambiamento degli equilibri. O, se preferite, una sorta di evoluzione privilegiata per il già rammentato Oculus Go.

Cos’è XR1

XR1 è stata presentata come una piattaforma specificamente progettata per la realtà virtuale e aumentata, in grado di abilitare alcune delle funzionalità avanzate che, fino ad ora, erano disponibili solo in visori che richiedono l’uso di un PC.

Nel dettaglio, quanto sopra include il supporto per video più nitidi all’interno del visore, anche se questo dipenderà in ultima analisi dagli schermi utilizzati in ogni accessorio, e un supporto per più “livelli di libertà”, il che significa che sarà possibile muovere la testa all’interno di un ambiente virtuale e avere la migliore percezione di essere al suo interno (invece di guardarlo semplicemente attraverso gli occhiali). Tra gli altri benefit, ci sarà anche il supporto alle migliori tecnologie di suono surround.

Considerato che si tratta di piattaforma completa, quanto sopra dovrebbe consentire a tutti i partner di Qualcomm, compresi quelli che già creano smartphone con chip della compagnia, di creare e vendere più facilmente i visori per la realtà virtuale. Insomma, una nuova concorrenza che potrebbe surriscaldarsi se nuove aziende decidessero di entrare nel mercato, sfruttando la convenienza del nuovo assetto Qualcomm…

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