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Come la realtà virtuale cambierà il modo con cui si comprano gli appartamenti

Il futuro del marketing immobiliare? È la creazione di uno “spazio sensoriale” per la realtà virtuale, con cambiamenti di temperatura, odori artificiali, suoni e visioni attentamente mappate al fine di fornire un’esperienza completamente immersiva ai potenziali acquirenti.

Così, almeno, è ciò che pensano i fratelli Byrne, co-fondatori di VMI Studio, una società di imaging con sede nel sud-ovest di Londra, che da tempo utilizza il motore dei videogiochi Unreal per produrre rendering incredibilmente realistici di appartamenti di lusso ancora da costruire.

Ma mentre queste immagini, che possono richiedere settimane o mesi per essere create, sono davvero impressionanti, l’obiettivo del team di VMI è in realtà cercare di trasformare questi render in un’esperienza di realtà virtuale (VR) completamente soddisfacente, tanto che chiunque sia interessato all’acquisto di un appartamento, e addirittura ancor prima che venga effettivamente costruito, non dovrà far altro che indossare un visore VR, impossessarsi di un controller e spostarsi all’interno della proprietà come se fosse effettivamente lì.

Naturalmente, come abbiamo già rammentato qualche riga fa, costruire questi ambienti in realtà virtuale richiede molto tempo e fatica. Certo è che il risultato finale ripaga ampiamente ogni sforzo: il dettaglio è infatti sconcertante, e a prima vista è ben difficile cercare di rendersi conto se ci troviamo davanti a una libreria “fisica”, o a una realizzata interamente e individualmente al computer.

Una simile attenzione ai dettagli – affermano da VMI – è comunque ampiamente ripagata, poiché le persone che visitano un appartamento con l’interesse d’acquisto, finiscono con il voler spendere molto di più se possono guardare le stanze attraverso la realtà virtuale piuttosto che limitarsi a sfogliare una brochure o guardare un modello in scala. Fergus Byrne afferma che “le persone passano molto più tempo a guardare, grazie alla realtà virtuale. Con un opuscolo attiri l’attenzione delle persone per cinque secondi, ma con la realtà virtuale le fai trattenere per mezz’ora”.

Di qui, l’ulteriore riflessione: catturare e mantenere l’attenzione di un potenziale acquirente è fondamentale, specialmente quando le proprietà con cui VMI Studio lavora possono costare milioni di euro. Per esempio, in uno dei progetti di VMI, l’ex quartier generale della BBC Television Center, lo studio ha realizzato in VR per quattro diversi stili di appartamento (commissionati da quattro architetti diversi) per offrire altrettante esperienze virtuali per i propri acquirenti.

Fergus dice che il progetto “aveva venduto molti appartamenti con una o due camere da letto, ma aveva difficoltà a vendere le loro offerte premium, quelle quotate per 3,5 milioni di sterline. (…) Aveva realizzazioni in CGI e un approccio normale per mostrare agli acquirenti la validità della proprietà, come brochure e modelli, ma voleva qualcosa di più … qualcosa che avrebbe aiutato a spingere le vendite in modo decisivo”.

Lo step successivo è stato quello di realizzare un’esperienza in VR del progetto e, proprio qui, è giunto il punto di svolta. I clienti hanno iniziato a esplorare l’area al proprio ritmo, guardando dove volevano e avvicinandosi per poter apprezzare i più piccoli dettagli in un modo che in precedenza non era possibile. Gli acquirenti più facoltosi potevano inoltre chiedere di aggiungere i propri mobili e le proprie collezioni artistiche alle stanze in VR, al fine di immaginare come sarebbe stato il risultato finale.  Ancor prima di provare la realtà virtuale, lo studio ha notato come i potenziali acquirenti fossero molto più incuriositi.

Insomma, a due anni dal lancio delle prime esperienze in VR, l’interesse per questo genere di approccio è sempre più alto. A dimostrazione che, se la tecnologia VR non è ancora esplosa nel mondo dei videogiochi come molti avevano sperato, in realtà per applicazioni pratiche come questa rimane una strada unica da seguire.

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