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DEXMO: Realtà Virtuale da toccare

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Dexmo.

Muoversi sempre in avanti ed arrivare al prossimo livello, quello che in inglese viene definito “Go Further”.

Questo è stato lo spirito che ha portato alla realizzazione della Realtà Virtuale di questi ultimi anni e che ha permesso la nascita dei vari visori, guanti, “vest” ed ogni altro accessorio dedicato alla VR.

Ma in molti credono che ci si possa spingere ancora più in là, portarsi verso nuove mete dello sviluppo e soprattutto verso un nuovo livello di immersività. Perché, alla radice di tutto abbiamo questo termine che per la Realtà Virtuale è fondamentale.

Si tratta si di grafica, di suoni in tre dimensioni, di nuovi motori grafici che hanno il compito di trattare gli oggetti all’interno dei nuovi mondi che man mano si stanno delineando. Ma è anche molto di più.

Sensazioni, stimolazioni, aggressione, in senso positivo, dei sensi dell’uomo che, “staccati” dalla normale realtà del quotidiano devono cercare di ritrovare la giusta direzione all’interno di un mondo che ancora non conoscono.

La vista, ovviamente, è il primo passo che si è affrontato ed i visori sono serviti a dare soddisfazione agli occhi, a renderli partecipi di ciò che vedono in modo che lo condividessero con il resto del nostro corpo per farci credere concreto quello che il nostro cervello sa essere solo un insieme di impulsi e calcoli matematici.

L’udito è entrato a far parte di questo mondo con la medesima forza. Ma da sempre un audio di qualità, dei suoni d’atmosfera, sappiamo che sono necessari per avvolgerci completamente in qualsiasi esperienza stiamo vivendo. Chi di noi non ha legato, almeno una volta nella sua vita, un momento specifico ad una canone o ad un suono? Lo stesso vale per la VR che deve costruire il suo “reale” nella medesima maniera del quotidiano.

Ed il passo successivo allora in cosa consiste? E’ semplice e la risposta è già in tutti noi: il tocco. Insieme a vista e udito infatti il toccare qualcosa è la terza, grande, forza che lascia un’esperienza indelebile di ciò che stiamo vivendo. Un oggetto liscio, ruvido, che ci provoca piacere, che ci fa male, che ci dice che quell’oggetto è concreto, che è davvero nelle nostre mani, per dirlo con una parola estremamente semplice, che esiste.

I guanti nati per la VR ci fanno manipolare gli oggetti in 3D che troviamo nei mondi virtuali ma, al momento, è un’interazione “sterile”. Spostiamo poligoni, li giriamo, li solleviamo, li incastriamo ma non sappiamo che consistenza abbiano, non riusciamo a distinguere un sasso da una piuma, per farla facile.

Aler Gu, fondatore e Amministratore Delegato di Dexta Robotics, ha esattamente avuto questo pensiero, questa volontà, mentre creava “Dexmo“.

Dei guanti, studiati e pensati per la VR ma con una base di partenza del tutto diversa. Al giorno d’oggi la “resistenza” degli oggetti in un mondo virtuale è si possibile ma solo in grandi laboratori e con investimenti di somme di denaro di un certo tipo. Quello che vuole ottenere il progetto “Dexmo” è una rivoluzione alla base: offrire cioè quella stessa esperienza nel piccolo delle nostre case.

Una serie di sensori registra prima, in maniera neutra, i movimenti delle nostre mani e delle nostre dita, in maniera singola, e poi, grazie ad una serie di motori e di molle specificatamente studiate, oltre che ad un software di controllo, inizia a offrire la giusta resistenza degli oggetti che andremo a toccare nel mondo digitale in cui ci troviamo.

Questo cambierà del tutto il panorama di immersività che è proprio della VR. Se infatti abbiamo la possibilità di “sentire” con le nostre mani, quanto può essere duro un sasso, liscia la seta, inconsistente l’acqua, allora potremmo dire, davvero, di essere al’interno di un mondo vivo.

Dexmo” vorrà offrire tutto questo e, grazie ad uno strumento come questo, gli sviluppatori potranno pensare di affrontare, ad un livello del tutto diverso, le prossime sfide ed i loro prossimi prodotti. Realizzare materiali elastici, materiali duri, materiali ruvidi o porosi e sapere che verranno percepiti per quello che sono, potrà fare davvero la differenza.

Il prossimo livello della Realtà Virtuale altro non è quello che facciamo tutti i giorni, sin da piccoli: esplorare il mondo toccandolo.

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