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I due volti di HTC

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HTC.

La notizia era già stata palesata sulla rete qualche giorno fa, ovvero nel momento in cui si sono aperte le prenotazioni per il Vive ma adesso il panorama sembra essere un po’ più chiaro.

La A.D. di HTC, Cher Wang, aveva già dichiarato che la possibile strada futura della compagnia avrebbe potuto essere nella Realtà Virtuale ed è infatti di queste ore la conferma che davvero la telefonia potrebbe diventare solo un ricordo per questo colosso della comunicazione.

La scelta è maturata per diversi motivi: un mercato degli Smartphone che non sembra essere più ricco come una volta, fermo su alcune tipologie stereotipate e (all’apparenza) incapace di fare davvero un salto in avanti; una visione futura che sembra voler allargare gli orizzonti della compagnia e, non da sottovalutare, l’ottima collaborazione con il partner americano Valve, possessore della piattaforma “Steam” e leader indiscusso del PC Gaming in questi ultimi anni.

HTC non ha messo in cantiere Vive da sola ma ha coinvolto anche Valve che, grazie al suo Ligthhouse, ha dato una spinta decisiva al progetto del visore. Vive, allo stato attuale delle cose, sembra essere il solo reale concorrente di Rift nell’orizzonte del mercato e con la prospettiva di arrivare sul mercato nel mese di Aprile, il visore di casa HTC ha davvero le carte in regola per posizionarsi in una bella fetta del mercato disponibile.

Tutto questo sta spingendo la compagnia ad un passo importante: se la dichiarazione iniziale era quella di entrare completamente nel mondo della Realtà Virtuale, adesso la strada è un poco cambiata.

Uno “split” della struttura della HTC ed una ristrutturazione interna in vista delle sfide che verranno: un settore rimarrà, con buona probabilità, nel mondo della telefonia ma la sezione di sviluppo dei visori e della tecnologia dedicata alla VR subirà un forte incremento in modo da assumere una sua concreta conformazione e diventare una compagnia a parte.

Ecco il futuro di HTC: due società, due campi di avanzamento, due modi di portare avanti lo sviluppo.

Se vi state chiedendo perché abbiamo voluto parlare di questo argomento la motivazione è molto semplice: un segnale.

Se una compagnia del calibro di HTC, capace di convincere Valve ad entrare da protagonista nel mondo della VR ha deciso di muovere le proprie forze, e con lucidità, verso la Realtà Virtuale significa che il mercato, e le possibilità di guadagno dietro di questo (è giusto dirlo, queste società non sono certo in fase di sviluppo e studio per la nostra gioia), sono concrete, tangibili, in crescita.

Avevamo pronosticato che il 2016 sarebbe stato un anno importante e tutte queste indicazioni non fanno che confermare la cosa.

Questo sarà l’anno della che aprirà le porte alla Realtà Virtuale: il meccanismo si è messo in moto e sarà sempre più veloce, più grande, più forte.

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