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OPENBCI: un viaggio nella nostra mente

Ultracortex_Mark_III_Supernova

OpenBCI.

Ci sono tanti dati che riguardano le nostre persone, il nostro essere e quello che ci identifica come unici. Dati sensibili, come li chiamano, che vanno dal nostro conto in banca, al codice fiscale o al più banale numero di cellulare. Dati più fisici come il nostro gruppo sanguigno o le impronte digitali.

Tutte queste cose ci definiscono e dicono di noi diverse cose, ci rendono ciò che siamo, certo non come persone o come entità ne tanto meno come essere umani, ma, a loro modo, ci danno una posizione nel mondo e forniscono delle coordinate per poter interagire a diversi livelli, non solo con gli altri ma anche con il resto del mondo.

La Realtà Virtuale può aprire la strada a tutta un’altra serie di dati, di impronte di noi che sino a qui sono state considerate solo “fantascienza” (ovviamente non a livello di scienza medica, sia ben chiaro) ma che, con l’arrivo di questa nuova tecnologia, potrebbero diventare realtà e che anzi, per alcuni aspetti, lo sono già.

Partiamo dallo strumento: il Visore che utilizziamo per la Realtà Virtuale. Che ci crediate o no molti ritengono che attraverso questo apparecchio si possano già raccogliere una serie molto semplice di tracce del nostro cervello. Certo le cose più basilari, come i microimpulsi che comandano il movimento della bocca, lo sbattere delle palpebre o quello della lingua. Questi segnali sono chiamati “Segnali Elettromiografici” (EMG) e sono appunto tutta quella serie di impulsi nervosi che sono alla base di alcune delle azioni anche involontarie. Quelle azioni, appunto, che si compiono o si possono compiere anche con un visore di Realtà Virtuale in testa.

Già la raccolta di questi dati andrebbe a formare una prima, basilare, mappatura delle nostra identità celebrale ma ci si può spingere ben oltre ed arrivare a mete che fino a poco tempo fa sembravano solo elitarie o irraggiungibili se non con mezzi più che sofisticati e specialistici.

Da questo presupposto nasce il progetto “OpenBCI” che ha realizzato un software ed un “visore” di VR estremamente particolari. Non servono infatti per giocare o vedere film in VR ma bensì si utilizzano per raccogliere i dati EEG, che altro non sono che i dati del nostro cervello mentre questo è in attività.

Allo stato attuale dello sviluppo il primo prototipo di questo “visore”, usiamo una definizione con le virgolette perché l’Ultracortex Mark III è ben diverso dal solito visore che vi potete aspettare. E’ infatti più un casco collegato da una serie di sensori che sono in grado di registrare e monitorare i nostri segnali ECG.

Una volta raccolti questi segnali è possibile così produrre una mappa emotiva e sensoriale di noi stessi, andando a creare un profilo celebrale che ci caratterizza e che, come tutto il resto di noi, è assolutamente unico rendendoci identificabili senza ombra di dubbio.

La cosa interessante di OpenBCI è che il software, essendo un Open source, si potrà sviluppare ed integrare con altri visori già attualmente sul mercato, rendendo così più aperta a tutti la neurologia, ovviamente con le dovute e necessarie precauzioni.

La implicazioni morali di questa scoperta sono infatti notevoli e di portata eccezionale. Poter infatti rilevare questi tipi di dati permetterà agli esperti del settore di poter delineare un quadro pressoché preciso dei nostri stati emotivi, di ciò che ci fa star bene, di ciò che ci fa soffrire, di cosa ci fa rilassare e di quando ci irritiamo per qualche cosa.

Ottenuta così questa mappa la si potrà poi riproporre in una forma più facilmente consultabile dai più dando così a tutti un quadro di come siamo fatti “dentro”, nella nostra parte più profonda. Le applicazioni sono potenzialmente infinite, pensatelo infatti a livello di social media o anche solo di una “discussione” virtuale in cui siamo in grado di vedere le reazioni emotive del nostro interlocutore mentre ci sta parlando.

Si entra così nel campo della privacy e di come ci si spinga ad un livello ancora più profondo in un mondo nel quale siamo ormai in rete 24/7. Già adesso ci sono pochi segreti, pochi angoli bui che riusciamo a difendere e tenere per noi. Con lo sviluppo di una simile tecnologia anche quelli potrebbero venir meno e renderci pubblici al 100%.

Non sappiamo se tutto questo sarà positivo o negativo per la nostra persona, vi abbiamo proposto la cosa così come l’abbiamo vista, senza giudizi in quanto crediamo che ognuno di noi possa sviluppare la sua personale opinione su tutto questo.

Se siete interessati ad approfondire potete guardare qui:

http://openbci.com/

Noi vi aggiorneremo man mano che nuove informazioni verranno rilasciate.

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