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REALTA’ VIRTUALE: e se non fosse tutto “ORO”?

Dubbi VR

Qualche sana polemica a volte serve ad alimentare e dare un po’ di verve ad ogni situazione. La Realtà Virtuale sin qui ha raccolto applausi, favori, opinioni positive. Ha generato molte aspettative e tanti sono gli sviluppatori che hanno già fatto vedere molto, o poco speriamo, di quel che ci potremo aspettare.

Ma se una buona parte di quello che è stato mostrato sino ad ora fosse solo un bello specchietto per le allodole? E se ci avessero fatto vedere solo quello che davvero volevano farci vedere? E se ci avessero dato un pacco ben confezionato, con un fiocco raffinato ed una carta pregiata per farci incuriosire e ben sperare?

Queste domande sono quelle, insieme a molte altre, che potrebbero scaturire riflettendo su un aspetto che avremmo, tutti insieme, aver potuto ignorare o, e sarebbe una strada, essere stati spinti a farlo.

Tutte questi dubbi hanno però una sorgente, un punto di origine ben preciso: una grande quantità di demo che si sono mostrate, che sono state fatte circolare, di gran fattura ma sono, in effetti, delle “Tech-Demo”, in parole più semplici sono delle demo “tecniche”.

Per carità tutto giusto, nulla di male nel proporre questo tipo di prodotti al mercato. Si mostrano le infinte possibilità di un prodotto ma da un altro punto di vista, più malizioso, sono anche un modo per “piegare” la realtà delle cose a favore di una opinione o di un’altra.

Le demo “tecniche” infatti mostrano i muscoli con orgoglio poggiando su tutto ciò di positivo che un prodotto ha. Nel caso della Realtà Virtuale sono volte a dimostrare quanto sia rivoluzionaria questa nuova tecnologia, tralasciando, non certo con cattiveria, ma con un pizzico di astuzia, quegli aspetti che, magari, potrebbero gettare ombre e dubbi.

Tutto quanto vi abbiamo raccontato è scaturito da un punto di vista espresso da un “peso massimo” del mondo del “game entertainment”: Tim Sweeny.

Per chi di voi avesse poca dimestichezza con questo nome, vi diciamo subito che è il Signor Unreal Engine, ovvero il fondatore di Epic Games.

Le perplessità di Mr Sweeny sono esattamente quelle che vi abbiamo raccontato, puntando un po’ il dito su quanto fatto sin qui, mette in evidenza come ci si dovrebbe aspettare di più di quello visto sin qui.

Le potenzialità ci sono, sono tante, ma perché non si ha avuto la forza di osare, proponendo dei prodotti “reali”, delle demo che davvero dimostrassero, con forza e determinazione, ciò che si sta realmente sviluppando.

Sweeny si aspetta molto di più, pretende molto di più dalla Realtà Virtuale. Le “Tech Demo” vanno di certo bene ma bisogna fare il passo oltre. E’ ora di prendere coraggio e lanciare un messaggio più forte, più chiaro.

Certo Sweeny non critica a tutto tondo tutto quello fatto, ma semplicemente evidenzia, e crediamo con una certa ragione, che si sta scegliendo una strada che non è del tutto veritiera e che, con ogni probabilità non regala nemmeno giustizia ad una tecnologia che davvero sarà in grado di cambiare le cose.

La Realtà Virtuale non è più un sogno o un miraggio come poteva essere 10 o 20 anni fa ma è una concreta tecnologia che sta aprendo le possibilità a sviluppatori, programmatori e case di software ed hardware.

Un potenziale in crescita, una moltitudine di mondi da esplorare in ogni loro fattezza, una strada segnata che non potrà che portare al successo.

Ma dato che crediamo, e molto, nella correttezza di informazione è giusto avervi sottoposto anche questo punto di vista.

E se vi chiedete perché farlo adesso e non prima, la risposta è semplice: perché i cancelli, quelli veri, della Realtà Virtuale si apriranno nel 2016 ed è perciò adesso il momento di avanzare tutti i dubbi, discutere di tutte le questioni e approfondire tutte le possibili argomentazioni, sia pro che contro.

Voi cosa ne pensate?

Realtà Virtuale: ovvero, un bambino vestito bene (al momento) oppure un adulto con dei vestiti fin troppo stretti?

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