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Realtà Virtuale – La guida definitiva – Parte 03 – Tipi di visori

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I Visori per la Realtà Virtuale.

Quali tipi di visori 3D ?

Possiamo suddividere i visori 3D in due grandi categorie; quelli utilizzabili connessi ad un PC “fisso” e quelli utilizzabili con dispositivo mobile (nella maggior parte dei casi parliamo di Smartphone).

Come funzionano ?

Nel primo caso sarà il PC ad erogare al visore le informazioni e le immagini.

In questo caso il limite ad oggi presente e’ la connessione fisica con “cavi” allo stesso PC, che limita in parte il movimento. Le connessioni via etere in questo momento sembrano non essere ancora sufficienti per comunicare le informazioni alla velocità adeguata.

Le anteprime dei controller per i “debuttanti” HTC Vive SteamVR e Oculus Rift sembrano indicare che tali periferiche saranno wireless, quindi senza ulteriori cavi ad intralciare l’esperienza virtuale.

Riguardo l’utilizzo invece delle cuffie, che non dovrebbero, secondo le prime indiscrezioni, essere comprese di serie con il visore HTC Vive, e’ possibile trovare sul mercato dispostivi ad alta fedeltà con tecnologia bluetooth.

Nel secondo caso il proprio smartphone viene inserito in un apposito vano all’interno del visore e le immagini visualizzate sullo schermo del proprio telefonino saranno visibili in modalità stereo agli occhi dell’utilizzatore.

Oculus Rift Development Version
Oculus Rift Development Version con interfaccia di connessione al PC

 

Quali caratteristiche sono necessarie per utilizzare i Visori?

Visori per PC : inutile dire che la parte piu’ importante per l’utilizzo dei nuovi dispositivi VR sarà la scheda video che dovrà essere in grado di inviare agli occhi 2 immagini distinte ad alta risoluzione.

Fino ad ora l’unico player ad aver fornito le prime indicazioni per un PC “minimo” all’utilizzo della propria tecnologia e’ stato Oculus che ha sentenziato :

“I componenti hardware consigliati sono una CPU Core i5-4590 o superiore, una GPU GeForce GTX 970/AMD 290 o superiore, più di 8 Gigabyte di RAM, uscita video HDMI 1.3, 2 porte USB 3.0 e un sistema operativo Windows 7 SP1 o successivo.”

Le caratteristiche dipenderanno molto anche dalla risoluzione a cui potranno arrivare i visori nel tempo.

Piu’ sarà elevata la risoluzione e la frequenza di aggiornamento delle immagini e piu’ potenza di calcolo sarà necessaria, richiedendo componenti hardware sempre piu’ costosi.

Visori per dipositivi mobili : le caratteristiche piu’ importanti degli smartphone per l’utilizzo dei visori e quindi per la realtà virtuale sono: presenza del giroscopio (il sistema di captazione spaziale della posizione rispetto all’orizzonte e all’azimuth), dimensione dello schermo di almeno 4,5”, presenza di una risoluzione minima di 720p (ideale almeno 1080p) per evitare l’effetto “pixel” di quanto viene visualizzato (ricordiamo che il cellulare sarà a pochi centrimetri dai nostri occhi e l’immagine verrà ingradita da particolari lenti).

Non per ultimo la velocità del processore e della GPU del proprio telefonino saranno di vitale importanza per la velocità di visualizzazione di quanto proiettato nel mondo virtuale, onde evitare quanto piu’ possibile l’effetto di “Motion Sickness” (link)

Come funziona il posizionamento nello spazio ? Cosa servono tutti i sensori posizionati sulla maschera (e sui controller) ?

Il video che riportiamo sotto (tecnologia di HTC Vive chiamata “Lighthouse Chaperone tracking system”) mostra al rallentatore come i dispositivi vengano tracciati nella stanza. Degli ampi fasci laser IR attivano i sensori sulle periferiche; confrontando i tempi di risposta e le angolazioni, possono cosi’ essere calcolate in tempo reale con elevata precisione le rispettive posizioni.

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