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Star Citizen: i dubbi che restano

Star-Citizen

Star Citizen.

Ammettiamo che in questo specifico caso potremmo sbagliarci decisamente. Detto in tranquillità è ciò che speriamo perché questo progetto, che in sviluppo dal 2011, potrebbe davvero essere una di quelle pietre miliari nella storia dei videogiochi, oppure una di quelle cose che ti lascerà sempre insoddisfatto.

Al momento il colosso “Star Citizen” ci lascia davvero interdetti. Non sappiamo se apprezzare l’enorme lavoro fatto sin qui dalla Cloud Imperium Games Corporation nello sviluppo del gioco, la tenacia espressa dagli sviluppatori nel perseguire un progetto che l’azienda videoludica non ha mai accolto con entusiasmo, la passione con cui il prodotto viene presentato e, perché no, la fortuna che “Star Citizen” ha riscosso tra il pubblico dei giocatori che, in effetti ed a conti fatti, sono i veri finanziatori dell’intero progetto che sin qui ha raggiunto la ragguardevole cifra di 90 milioni di dollari. Una delle gare di crownfunding con il maggior successo di sempre su Kickstarter.

Tutto questo è lodevole, può sembrare eroico e certamente colpisce ma dall’altro lato spaventa anche un pò, almeno noi.

Dopo 5 anni di sviluppo il gioco, che è stato pensato a moduli, è ancora da considerarsi in Alpha, cosa questa che viene esplicitamente dichiarata anche sul sito ufficiale del gioco al momento dell’acquisto di un “modulo” di gioco. Ciò che in effetti lascia di stucco è come tutto ciò che c’è al momento non è concreto, almeno secondo la nostra personale opinione. Un modulo di volo, uno di dogfighting ed una campagna single player in arrivo è ciò che aspetta un nuovo giocatore di “Star Citizen“.

Certo i “moduli” di avvio del gioco sono variabili, diversi e con opzioni personalizzabili, ma è anche vero che, al momento dell’acquisto, il giocatore non compra in effetti una nave, ma non fa altro che fare una donazione ai creatori del gioco.

Mettendola in maniera molto diretta: i giocatori finanziano una enorme open Alpha che non sembra avere una data di arrivo.

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Perfetto, va tutto bene, immaginiamo che buona parte di voi non sarà di certo in accordo con questa visione. Non stiamo dicendo che aiutare il coraggio di una casa di software sia un errore o una cosa assolutamente sbagliata, ma solo che avere una data di uscita, almeno concreta, che ci sembra sia stata segnata attorno il 2017 (ma su questa informazione non assicuriamo l’esattezza) per tutti i moduli principali, renderebbe forse il tutto più concreto.

Certo in questi anni il gioco è cresciuto, ha fatto vedere molti passi avanti ma non ha ancora regalato un concretezza definita che dovrebbe arrivare alla fine del 2016 con il rilascio del modulo dell’universo persistente, che sarà il primo, grande passo di “Star Citizen“.

Oculus Rift è “nato” con Star Citizen, nel senso che si è iniziato a parlare e a sospirare della VR un pò più seriamente con il binomio di questi due prodotti e sarebbe un peccato se proprio questo gioco fosse quello a dare la delusione più forte.

Per tutto questo, e per molti altri motivi, siamo certi di sbagliare e non ci pentiremo per nulla se tra un anno esatto e dopo molti post di “flame” o di dissenso, saremo i primi ad osannare “Star Citizen” in tutta la sua gloria per applaudirlo poi al rilascio ufficiale.

Amore e odio per un progetto che si sta rivelando essere uno dei più controversi nella storia dei videogiochi ma che, allo stesso tempo, non può fare a meno di far parlare di se.

Questa non è stata, e nemmeno voleva esserlo, una recensione. Voleva essere solo l’espressione di un punto di vista, una discussione aperta su questo gioco, l’apertura verso un argomento che potrebbero avere mille spunti e mille sfaccettature.

Non so se saremo mai veri “Cittadini delle Stelle” ma speriamo che “Star Citizen” ci faccia venire, sempre più forte, la voglia di diventarlo.

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