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Un milione per Samsung GEAR VR

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I numeri di Samsung Gear VR.

Google Cardboard, dal momento della sua release sul mercato sino ad oggi, ha raggiunto la ragguardevole cifra di circa 5 milioni di unità distribuite sul mercato.

Una numero davvero notevole che da bene la dimensione di come si stia espandendo la VR e di come vada ad interessare sempre di più anche un numero di utenti che non siano così dentro il mondo dell’informatica.

Ma c’è un altro numero che, con buona probabilità, è ancora più significativo, e riguarda un altro visore che non è considerato tra i Top: Gear VR

Lanciato nel 2015 da Oculus in collaborazione con Samsung e dedicato agli smartphone della serie Galaxy questo visore si è ritagliato una forte fetta di mercato e, anche grazie al prezzo accessibile al primo rilascio e la massiva distribuzione in affiancamento con S7, ha toccato traguardi importanti.

Il primo che va citato è la quantità di utenti attivi che ha raggiunto quota 1 milione. Ma come? Avete appena dato i “numeri” di Cardboard che sono 4 volte tanto ed adesso indicate come significativo questo dato?

Certo. E lo ribadiamo: è una cifra davvero ragguardevole ed il motivo è semplice.

Vero che Google Cardboard è forte dei sui 5 milioni di pezzi venduti ma non tutti i pezzi possono dirsi attivi, ovvero in utilizzo reale.

Cosa diversa per Gear VR: il milione di utenti che vi abbiamo dato sono tutti attivi. Significa cioè che questo numero di utenti non ha solo acquistato il Gear VR ma lo utilizza con regolarità e passione.

Un dato storico per la VR e un indice di come il pubblico abbia recepito questa nuova tecnologia, soprattutto quando è “abbordabile”.

Certo Rift e Vive non possono ancora vantare queste cifre ma per questi due Top gamma ci si trova ancora a fronteggiare un investimento monetario considerevole che di certo blocca una buona fetta di utenza. Il Gear VR invece risulta più “leggero”, più facile da gestire più immediato, facilitato anche dal mezzo a cui è dedicato.

Se infatti in casa non tutti hanno un Pc orientato al gaming e con i requisiti per far girare la Realtà Virtuale ad un certo livello, tutti hanno uno smartphone e con buona probabilità un Galaxy di Samsung.

Ma non è il solo dato incoraggiante per il Gear VR. Anche sul piano del software disponibile il territorio è sicuro e saldo ed in continuo aumento.

Al momento ci sono più di 250 App dedicate al Gear VR che gli utenti possono acquistare sui diversi store e tra queste spiccano in maniera rilevante i video e tutti gli applicativi dedicati a questo mondo.

7 utenti su 10 infatti dedicano il loro tempo di utilizzo del visore ai video e programmi di video editing, che è circa l’80% del mercato di tutto il software sviluppato. Ed è di questi giorni, proprio in questo campo, che è in arrivo un nuovo film totalmente dedicato alla Realtà Virtuale e al Gear VR.

Il prodotto si chiama “Nomads” (Nomadi) ed è una serie di documentari dedicati alle varie popolazioni nomadi che ancora esistono sul pianeta. I primi tre episodi sono già disponibili e vi porteranno a conoscere le abitudini di tre popoli: i Mongoli delle steppe, i Maasai in Kenya e i Bajau che è una popolazione del Borneo che si sposta e vive lungo il corso dei fiumi.

A fianco di questo, Discovery Channel ha già annunciato che rilascerà una serie di documentari su Gear VR e tra i primi ci sarà “Deadliest Catch” che è una serie televisiva dedicata al mondo della pesca e che ha un buon numero di pubblico.

Per chiudere questo report su Gear VR ricordiamo che non molto tempo fa Facebook ha rilasciato una telecamera dedicata ai filmati in 360 gradi e che a breve rilascerà, per Gear VR, una App per poter scattare e condividere fotografie a 360 gradi. (LINK articolo)

Alla luce di tutto ciò il visore che doveva essere il “fratello minore” di Rift sta mostrando i muscoli e sfoderando numeri da primo della classe.

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