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VIVID VISION: la Realta’ Virtuale nell’oculistica

VividVision_Ambliopia

VR e oculistica – Vivid Vision.

Ambliopia, ovvero una disfunzione visiva che impedisce, a chi ne è colpito, di vedere correttamente da un occhio, visto che in genere si manifesta, per lo più, in uno dei due occhi.

Per essere più precisi è un disturbo in cui, sebbene da un punto di vista organico (in questo caso parliamo solo di ambliopia funzionale e non, appunto, organica) tutto funziona correttamente, non ci sono cioè danni ai tessuti o alle strutture dell’occhio, il soggetto non riesce a percepire la tridimensionalità delle cose attraverso l’occhio malato.

Il cervello infatti rinuncia in maniera cosciente a sforzare l’occhio malato concentrandosi su quello sano che diventa così l’occhio primario. L’ambliopia si può diagnosticare sin dalla tenera età e non tende a peggiorare con il tempo e può essere trattata con opportuni metodi uno dei quali è occludere la visione dell’occhio primario per sforzare, la maggior parte di noi conosce questo disturbo anche con il nome di “occhio pigro”, l’altro occhio a lavorare di più e meglio ed indicare così al cervello che l’organo ha le medesime potenzialità del primario.

Ma vi abbiamo voluto parlare di tutto questo non perché siamo diventati un sito di informazione medica ma perché esiste anche un altro metodo per curare l’ambliopia: la Realtà Virtuale.

Vivid Vision” è infatti un software di appoggio ad un Visore di Vr che permette, con trattamenti successivi, di curare l’ambliopia funzionale e ridare così una buona qualità di visione ad entrambe gli occhi.

Studiato in maniera specifica per questo disturbo, ma utilizzabile anche per il trattamento di alcune forme di strabismo, il software è stato pensato come se fosse un “gioco” dove il paziente è costretto ad utilizzare anche l’occhio affetto da questo disturbo. In questo modo si ottiene lo stesso effetto del vecchio metodo dell’occlusione, ma con un ritmo più intenso e soprattutto con una stimolazione maggiore.

Le immagini infatti vengono fatte scorrere attraverso il visore e il paziente è chiamato a compiere le medesime azioni con entrambe gli occhi e le mani che, grazie alla VR possono diventare una parte attiva del gioco che consiste nel far scoppiare una serie di bolle di sapone seguendo le istruzioni che scorrono sul visore.

Grazie alla stimolazione dei colori, al movimento ed alla praticità richiesta piano pian l’occhio più debole ritorna alle sue funzioni naturali.

Il prodotto non è ancora in distribuzione in modalità di massa e per il momento è disponibile, purtroppo, solo su suolo americano e presso pochi studi optometrici per il trattamento di malattie degli occhi.

Ma la speranza è che si possa passare ad una commercializzazione più profonda di un prodotto che può davvero fare moto per tantissime persone.

Già in passato ci è capitato di segnalare impieghi diversi della Realtà Virtuale rispetto al classico videogioco e questo è un esempio lampante di come questa tecnologia possa davvero essere un trampolino di lancio per una quantità potenzialmente infinita di applicazioni benevole e di largo consumo.

Un passo alla volta la realtà virtuale può davvero aiutarci a migliorare le cose, o almeno alcuni aspetti della nostra vita, sempre nel rispetto dei limiti che una qualsiasi tecnologia deve avere sulla nostra vita di tutti i giorni.

Un’ultima cosa prima di terminare: se siete interessati a prodotto ed al progetto trovate tutte le informazioni a questo sito:

https://www.seevividly.com/

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